SENSO DI COLPA: PERCHÈ È NOCIVO

Il senso di colpa che provate quando vi viene fatta notare una vostra mancanza vi porta a reagire in modo sbagliato: potete reagire tirando fuori il vostro dispiacere e la vostra rabbia. Spesso queste reazioni salgono impetuosamente dentro di noi in questa escalation: dispiacere per aver deluso qualcuno, vergogna di noi stessi, rabbia furente verso noi stessi. Il risultato può essere l’avvilimento o anche un’esternazione di rabbia verso la persona che abbiamo davanti.

“Perché mi dice questo ?”
“Perché mi vuole far sentire in colpa ?”

Non l’ho fatto con cattive intenzioni !

Questi pensieri nascondono però spesso il dispiacere che proviamo per credere di non essere stati all’altezza, per aver fatto soffrire.
Non permettete che questo accada perché ne’ il corpo ne’ il vostro spirito gioiscono con tali emozioni dentro. Esse nuociono non soltanto a chi vi sta difronte, ma anche e soprattutto voi.

Questo non significa che dovete essere noncuranti, soprattutto quando la vostra mancanza è reale. Abbiamo bisogno di prendere atto responsabilmente delle nostre azioni e prenderci cura di noi stessi e degli altri. Questo include il perdono, l’accettazione e l’accoglienza. Degli altri e di noi stessi.

L’osservazione che vi viene fatta deve essere il vostro monito ad analizzare voi stessi, a capire dove potete fare meglio. E anche a capire di più voi stessi. 

Potete chiedervi: perché ho fatto questo? Che cosa mi ha spinto a farlo e quali dinamiche mi hanno portato ad agire male?

Questa analisi che fate in voi stessi, è gioviale e positiva per voi.

Troppo spesso sporchiamo la consapevolezza di un aspetto di noi da migliorare, con il senso di colpa e con l’afflizione per aver ferito o deluso qualcuno.
La avveleniamo con il senso di “non essere abbastanza”.

Prendete atto di quello che avete fatto ma non giudicatevi. Non fate del senso di colpa la vostra condanna. Non crediate che questo sia la vostra giusta punizione per aver mancato a qualcosa. Non vi meritate nessuna punizione.
Accoglietevi ed accettatevi anche per quello che avete fatto, anche se riconoscete di aver sbagliato.

A volte non riusciamo ad accettarci del tutto perché confondiamo l’accettazione di noi stessi con il giustificarci.

Questo è errato. Accettarvi ed accogliervi significa anche riconoscere ed accettare che avete sbagliato prendendovi le vostre responsabilità. Questo significa che dovete analizzarvi per migliorarvi, non affliggervi per il resto dei vostri giorni.
Per questo perdonate voi stessi sempre per le vostre mancanze. Ringraziate chi vi ha permesso di osservare questo aspetto di voi. Lasciate andare il senso di colpa. La persona che avete ferito, non ha bisogno del vostro supplizio interiore, né tantomeno voi.
Guarite le vostre ferite.

L’essere umano spesso vive con il pensiero radicato in sé che sia giusto per lui essere giudicato e punito per i propri errori. Condannato. 

Liberatevi di questo pensiero. Siamo venuti al momento per prosperare, non per vivere afflitti.

Il più grande regalo che potete fare a voi stessi e anche alle persone che avete intorno a voi, quindi, è quello di accogliervi, perdonarvi e fare meglio la prossima volta.

Ecco riassunto come affrontare nella pratica il senso di colpa:

1- Quando senti sgorgare dentro di te il senso di colpa, concediti per quel momento di NON REAGIRE. Non aggredire il tuo interlocutore: lascia che si espirima al meglio. 
La “reazione” è una risposta istintiva che spesso porta a “scaricare” i nostri sentimenti e frustrazioni sull’altro. Reagendo non stai compiendo nessuna scelta consapevole. Non stai scegliendo come è per te meglio agire. Sei solo in balia dei tuoi moti interiori
Il corso di molte discussioni nella nostra vita avrebbe potuto essere molto diverso se invece che ragire impulsivamente, ci fossimo concessi il tempo per riflettere ed elaborare quello che abbiamo dentro.

2- Rifletti sul perchè provi senso di colpa, e la rabbia, il senso di vergogna e dispiacere ad esso connessi. Trova le vere e profonde ragioni che ti hanno portato a compiere quello sbaglio. 

3- Perdonati profondamente. Ricorda a te stesso che l’ammissione dei propri errori non comporta alcuna punizione. Questo è un concetto purtroppo inculcato dentro di noi dalla nostra educazione. Ma l’errore fa parte della vita. Non esiste alcun Dio punitivo. Il tuo compito è essere responsabile: osservarti con occhi sinceri e migliora dove sai e senti che puoi fare meglio.

Ovviamente questi insegnamenti sono il primo passo, ma non potranno mai considerare tutte le differenze individuali che possono essere affrontate soltanto in un trattamento individuale. Ricordalo sempre.

Tuttavia la pratica quotidiana di questi insegnamenti sono un passo fondamentale che con tutto il cuore ti invitiamo a compiere. la consapevolezza dei meccanismi che si muovono dentro di noi è già il seme per il tuo cambiamento.

Con amore e gratitudine,

Irene e Luca,

foto di copertina: Art by Giulia Pintus

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