I Bambini Speciali

Spesso incontro persone che mi chiedono “ma come si fa a sapere se mio figlio è un bambino indaco?”, oppure “chi sono i bambini arcobaleno?”.
Sempre più spesso incontro genitori che, dopo essersi (in)formati (attraverso libri, articoli, blog e corsi) mi dicono “sai, mio figlio è davvero speciale… fa questo… sente quello…”, orgogliosi e fieri di avere un figlio “speciale”, quasi a compensazione delle loro insicurezze, frustrazioni o per semplice desiderio egoico di “sentirsi qualcuno di importante”.

Vorrei dire, senza nulla togliere a nessuno, che, a mio avviso,

TUTTI I BAMBINI SONO SPECIALI. Sono tutti unici, super dotati, estremamente sensibili e ricettivi, gioiosi ed aperti, generosi ed amorevoli.

I bambini sono ciò che noi eravamo prima di “crescere”.
È a loro che dovremmo ispirarci e da cui prendere esempio di come andrebbe vissuta la vita. Sono anch’io padre, eppure non mi soffermo su elucubrazioni mentali riguardo possibili doni psichici di mia figlia nonché del suo potenziale futuro… è semplicemente mia figlia, non sono io, e fa ciò ciò che è preposta a fare:

vivere la sua vita condividendo con i genitori in primis e gli altri le sue esperienze.

Che poi mia figlia possa, in futuro, attivare alcune sensibilità particolari o voglia approfondire le tematiche che studio e pratico/insegno da anni, allora le farò da maestro e consigliere, così come ho fatto e continuo a fare per migliaia di persone. Ma solo se lei lo vorrà, senza condizionamenti.

Perché ho fatto questa premessa?

Per introdurre un principio fondamentale.

Essere indaco, arcobaleno o cristallo non è un privilegio.

Si tratta, in effetti, di un potenziale latente insito in ognuno di noi (anche in chi crede che queste siano tutte sciocchezze) che in un momento o in un altro della vita può essere portato alla luce. Così come risvegliare i sensi psichici e la consapevolezza potrebbe essere un challenge impegnativo per un adulto, è molto impegnativo anche per un bambino.

Vi immaginate cosa voglia dire per un bambino percepire consapevolmente molto di più degli altri, vedere la vita da una prospettiva più elevata ed oggettiva dei suoi stessi genitori?

Riuscite ad immaginare che impegno si richiede da un bimbo in adattamento, comunicazione e compassione?

Considerando le sfide del nostro mondo moderno, la psicopatia ed isteria diffuse oramai a livello planetario, si tratta di sfide davvero importanti!

Quindi, un bambino che risveglia la propria coscienza (o semplicemente il potenziale psichico umano) in tenera età è innanzitutto un impegno per i suoi genitori, che dovranno accompagnarlo nel suo percorso con tolleranza, comprensione ed aiuto sincero.

I genitori per primi dovranno espandere la propria consapevolezza ed aprire la mente e MAI e poi MAI strumentalizzare il “sentire” del loro figlio per scopi o convinzioni proprie.
Come ho scritto nell’articolo “collaborazione”, genitori e figli dovrebbero essere una squadra coesa.

I bambini non nascono cattivi, egoisti, con fanatismi religiosi, ideologici o politici (di recente si sono aggiunti anche i fanatismi alimentari), e neanche nascono con l’intento di elevarsi a “miglior filosofia”.
Nascono liberi, curiosi, aperti, con un grande spirito di adattamento ed una grandissima vitalità. Vivono nel presente e creano giorno per giorno le loro esperienze.

Allora, come aiutare un genitore che desidera sostenere al meglio il proprio figlio? Leggi l’articolo “Figli Indaco e Arcobaleno, come comportarsi?

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